Gary Hurst a Soave 2005

da sinistra: Vincenzo Tabacco, Claudio Prosperini, Gary Hurst ed alcuni amici.
da sinistra: Claudio Prosperini, Gary Hurst ed alcuni amici.

Questa intervista (quattro fogli ricevuti direttamente da Gary alla rassegna di Soave 2005) e qui inserita per scopi storico/didattici.
Con estremo piacere la pubblichiamo anche per fare chiarezza su una vicenda piuttosto intricata e rendere giustizia a un genio della tecnica.

L'intervista è stata realizzara da STEFANO TAVERNESE e pubblicata sulla rivista specializzata nel Dicembre 2003.
Ringraziamo Stefano, la rivista, il suo direttore per aver concesso la possibilità di pubblicarla su VintageGuitar.it

GARY HURST: MYSTERIOUS GENIUS ENGLISH TECH
Il Tone Bender, Beck e le magie londinesi della metà degli anni sessanta.

Gary ha l'aria di un uomo molto tranquillo, ma si capisce chiaramente che non ha apprezzato molto come il suo nome sia rimasto nascosto se non cancellato dai ricordi di musicisti e giornalisti. È riuscito finalmente a far correggere l'imprecisione del noto libro Beatles Gear dove, nella prima edizione, campeggiava la foto di un Tone Bender marchiato, erroneamente, Vox. Ma non è sufficiente. Hurst vive in Italia da molti anni e il caso ha voluto che ci incontrassimo nel mezzo di una nota mostramercato per chitarristi, creando la perfetta occasione per colmare le lacune di una storia che risale a una quarantina d'anni fa.

Flashback. È il 1965 e Denmark Street a Londra, detto "Tin Pan Alley" è il cuore della scena musicale inglese. Nel retro di un negozio, Macari's Musical Exchange, c'è un giovane tecnico che, dopo un periodo nel 1961-62 nell'equipe del mitico AC30 della Vox, ripara e modifica strumenti per i musicisti che frequentano la zona. Un giorno si affaccia Vic Flick, uno dei sessionman più noti, quello della colonna sonora di 007 con John Barry, che aveva in mano una scatoletta. Si tratta del Gibson/Maestro FuzzTone. Vic chiede l'aiuto di un tecnico. Lui si chiama Gary Hurst. La nostra storia inizia praticamente da qui...

Cosa voleva esattamente Vic Flick ?
Mi chiedeva di modificare il pedale per ottenere più sustain, perché così com'era produceva solo una breve pernacchia. Quando gli ho fatto vedere il primo Tone Bender aveva un sustain di venti secondi e Vic ne è rimasto subito entusiasta. Era il primo distorsore commerciale prodotto in Inghilterra.
Ce n'erano altre di scatolette fatte in casa o su misura per qualche musicista.., fare un distorsore non è una cosa poi così difficile. Prima dell'episodio con Vic, mi pare di ricordare il suono di una fuzz box in qualche canzone di PJ Proby (si tratta probabilmente di quelle citate da Big Jim Sullivan, "Hold Me" e 'Together' singoli usciti in Inghilterra nel 1964 per la Decca.
Ascoltatele qui:
http://bigjimsullivan.com/History.html .

L'ambiente londinese doveva essere veramente speciale in quel periodo...
All'epoca operavo al centro di Charing Cross Road dove c'era tutto: lì era come la Motown in America. Noi avevamo Charing Cross Road e Denmark Street. II blues e il rock inglesi sono nati lì, in quel miglio quadrato. Quindi, io li conoscevo tutti... Con Jeff Beck ci facevamo assieme delle belle risate, poi non l'ho visto più e ormai è diventato... intoccabile. Se penso a quando, nel settembre 1965, mi ha chiamato dall'America alla fine di una sessione di registrazioni con Sam Phillips, per dirmi, eccitato: "Ho appena fatto un pezzo in America con la tua fuzzbox e suona proprio come un violoncello!" Si trattava di "Mister You're A Better Man Than I" degli Yardbirds, ma quello che ha lanciato tutto era "Heart Full Of Soul" dove invece del sitar, che dava un suono troppo moscio e senza sustain, lui era entrato con questo mio distorsore, che poi... non vorrei sbagliare, ma credo che fosse il Tone Bender di Jimmy Page... Sono passati quarant'anni e non ricordo tutto bene.

E c'erano altri a Londra che mettevano le mani sui pedali ?
C'era qualcuno che costruiva qualche distorsore, ma non so neanche che fine abbia fatto o come si chiamasse...

Com'era il pedale Maestro...
Non era neanche un gran che. lo ho ancora quello che mi portò Vic Flick. Me lo lasciò perché non gli piaceva: lui cercava qualcosa che riempisse come una di quelle tirate di sassofoni nei pezzi di Tom Jones, hai presente? La sezione di fiati che riempie i vuoti. Lui voleva ottenere quel tipo di effetto e con il Maestro non ci riusciva, perché in pratica faceva una... pernacchia e poi finiva lì.. Era impossibile modificarlo, anche perché era alimentato a 3 volts.

All'epoca facevi assistenza per la Vox. I chitarristi del periodo ti hanno mai chiesto di modificare i loro amplificatori per ottenere suoni più potenti, più cattivi ?
No, noi lavoravamo molto sui suoni puliti. Era Marshall che aveva quest'altro tipo di suono. Noi ave vamo il suono pulito degli AC30, i Marshall invece.., tiravi su il volume e distorcevano...

E il Fuzz Face ?
Il Fuzz Face di cui tutti parlano sempre, se vai a vedere come stanno le cose, è uscito sul mercato molto dopo il Tone Bender e se dai un'occhiata allo schema, che utilizza gli ultimi due stadi del Tone Bender è ...... quasi uguale!

Si parla molto dell'importanza che avevano per il timbro di questi primi pedali i transistor al germanio e della qualità più scadente di quelli immediatamente posteriori al silicio. Tu cosa usavi nei tuoi Tone Bender ?
Germanio.

E ritieni che questo influisse effettivamente sul suono, sul timbro ?
Secondo me sì, perché con quelli al silicio non sono più riuscito a riprodurre quel tipo di suono. Almeno fino ad oggi... La novità di questi giorni è che sto ricominciando a produrre il Tone Bender. La cosa è iniziata dopo il meeting degli Shadows agli inizi di settembre, dove ho incontrato il primo bassista Jet Harris, che ora è solista e mi ha chiesto di costruirgliene uno da usare con il basso a sei corde...

...fatto con i vecchi componenti ?
Certo. Non sono facili da trovare ma ne ho riacquistata una certa quantità. Perché il silicio non funziona come il germanio, non c'è niente da fare. Presa un po' alla larga è un po' come la differenza fra la valvola e i! transistor.

Ci sono molti nomi noti nelle tue memorie dell'epoca...
Jeff Beck è stato un po' il trampolino di lancio per me, ma conoscevo bene personalmente anche i Beatles (McCartney usa il Tone Bender per il suo basso in un pezzo di Rubber Soul, 'Think for Yourself, lo stesso usato da George Harrison in Revolver n.d.r.), Jimmy Page (il primo album Led Zeppelin), Pete Townshend, Tom Jones, Spencer Davis, Manfred Mann, i Troggs... Mick Abrahams, il primo chitarrista fondatore dei Jethro Tull... Vic Flick.
Roger Waters dei Pink Floyd ai vecchi tempi era un mio grande cliente: mi rubava le cose dal bancone prima ancora che fossero finite.., e tanti altri che neanche ricordo.
Degli Zeppelin conoscevo bene Page ma anche il bassista, John Paul Jones... devi capire che a quei tempi a Denmark Street questa gente la vedevi tutti i giorni. Quindi, era facile incontrare Jimmy Page, che ti veniva a trovare in negozio con la chitarra a tracolla prima di andare a fare una session con chissà chi...




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