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Gary Hurst a Soave 2005
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da sinistra: Vincenzo Tabacco, Claudio Prosperini, Gary Hurst ed alcuni amici.
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da sinistra: Claudio Prosperini, Gary Hurst ed alcuni amici.
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Questa intervista (quattro fogli ricevuti direttamente da Gary alla rassegna di Soave 2005) e qui inserita per scopi storico/didattici.
Con estremo piacere la pubblichiamo anche per fare chiarezza su una vicenda piuttosto intricata e rendere giustizia a un genio della tecnica. |
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GARY HURST: MYSTERIOUS GENIUS ENGLISH TECH Il Tone Bender, Beck e le magie londinesi della metà degli anni sessanta. Gary ha l'aria di un uomo molto tranquillo, ma si capisce chiaramente che non ha apprezzato molto come il suo nome sia rimasto nascosto se non cancellato dai ricordi di musicisti e giornalisti. È riuscito finalmente a far correggere l'imprecisione del noto libro Beatles Gear dove, nella prima edizione, campeggiava la foto di un Tone Bender marchiato, erroneamente, Vox. Ma non è sufficiente. Hurst vive in Italia da molti anni e il caso ha voluto che ci incontrassimo nel mezzo di una nota mostramercato per chitarristi, creando la perfetta occasione per colmare le lacune di una storia che risale a una quarantina d'anni fa. Flashback. È il 1965 e Denmark Street a Londra, detto "Tin Pan Alley" è il cuore della scena musicale inglese. Nel retro di un negozio, Macari's Musical Exchange, c'è un giovane tecnico che, dopo un periodo nel 1961-62 nell'equipe del mitico AC30 della Vox, ripara e modifica strumenti per i musicisti che frequentano la zona. Un giorno si affaccia Vic Flick, uno dei sessionman più noti, quello della colonna sonora di 007 con John Barry, che aveva in mano una scatoletta. Si tratta del Gibson/Maestro FuzzTone. Vic chiede l'aiuto di un tecnico. Lui si chiama Gary Hurst. La nostra storia inizia praticamente da qui... Cosa voleva esattamente Vic Flick ? Mi chiedeva di modificare il pedale per ottenere più sustain, perché così com'era produceva solo una breve pernacchia. Quando gli ho fatto vedere il primo Tone Bender aveva un sustain di venti secondi e Vic ne è rimasto subito entusiasta. Era il primo distorsore commerciale prodotto in Inghilterra. Ce n'erano altre di scatolette fatte in casa o su misura per qualche musicista.., fare un distorsore non è una cosa poi così difficile. Prima dell'episodio con Vic, mi pare di ricordare il suono di una fuzz box in qualche canzone di PJ Proby (si tratta probabilmente di quelle citate da Big Jim Sullivan, "Hold Me" e 'Together' singoli usciti in Inghilterra nel 1964 per la Decca. Ascoltatele qui: http://bigjimsullivan.com/History.html . L'ambiente londinese doveva essere veramente speciale in quel periodo... All'epoca operavo al centro di Charing Cross Road dove c'era tutto: lì era come la Motown in America. Noi avevamo Charing Cross Road e Denmark Street. II blues e il rock inglesi sono nati lì, in quel miglio quadrato. Quindi, io li conoscevo tutti... Con Jeff Beck ci facevamo assieme delle belle risate, poi non l'ho visto più e ormai è diventato... intoccabile. Se penso a quando, nel settembre 1965, mi ha chiamato dall'America alla fine di una sessione di registrazioni con Sam Phillips, per dirmi, eccitato: "Ho appena fatto un pezzo in America con la tua fuzzbox e suona proprio come un violoncello!" Si trattava di "Mister You're A Better Man Than I" degli Yardbirds, ma quello che ha lanciato tutto era "Heart Full Of Soul" dove invece del sitar, che dava un suono troppo moscio e senza sustain, lui era entrato con questo mio distorsore, che poi... non vorrei sbagliare, ma credo che fosse il Tone Bender di Jimmy Page... Sono passati quarant'anni e non ricordo tutto bene. E c'erano altri a Londra che mettevano le mani sui pedali ? C'era qualcuno che costruiva qualche distorsore, ma non so neanche che fine abbia fatto o come si chiamasse... Com'era il pedale Maestro... |
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